Il Progetto SENS di Aubrey de Grey: Tra Promesse e Realtà del Prolungamento della Vita

Il Progetto SENS di Aubrey de Grey: Tra Promesse e Realtà del Prolungamento della Vita
immagine di Aubrey de Grey

Introduzione

Nel panorama della ricerca biomedica contemporanea, poche figure sono polarizzanti quanto Aubrey de Grey. Il biogerontologo britannico, fondatore della SENS Research Foundation nel 2009, ha dedicato oltre due decenni a sostenere una tesi tanto audace quanto controversa: l'invecchiamento non è un processo inevitabile, ma una serie di danni cellulari e molecolari che possono essere riparati attraverso interventi ingegneristici mirati.

Ma dove si trova realmente questo programma di ricerca nel 2025? Quali progressi sono stati compiuti e quali ostacoli sembrano ancora insormontabili?

Il Progetto SENS: Una Visione Ingegneristica dell'Invecchiamento

SENS (Strategies for Engineered Negligible Senescence, traducibile come "Strategie per Ingegnerizzare una Senescenza Trascurabile") parte da un presupposto fondamentale: l'invecchiamento consiste nell'accumulo progressivo di danni molecolari e cellulari prodotti dal metabolismo normale. De Grey ha identificato sette categorie principali di danno:

  1. Accumulo di rifiuti molecolari intracellulari: proteine mal ripiegate che le cellule non riescono a smaltire
  2. Mutazioni mitocondriali: danni al DNA dei mitocondri che compromettono la produzione energetica
  3. Senescenza cellulare: cellule "zombie" che non muoiono ma rilasciano sostanze infiammatorie
  4. Irrigidimento della matrice extracellulare: l'accumulo di legami proteici rende i tessuti meno elastici
  5. Accumulo di rifiuti extracellulari: sostanze che si depositano tra le cellule
  6. Perdita di cellule: la diminuzione di popolazioni cellulari critiche
  7. Cellule cancerose: l'accumulo di mutazioni che porta alla proliferazione incontrollata

L'approccio di de Grey differisce radicalmente dalla gerontologia tradizionale: invece di rallentare l'accumulo di danni, propone di ripararli attivamente. È come la differenza tra guidare un'auto con maggiore cautela per farla durare di più, oppure portarla regolarmente dal meccanico per sostituire i pezzi usurati.

Lo Stato dell'Arte: Progressi Reali ma Limitati

I Risultati nei Modelli Animali

Nel 2024-2025, de Grey e i suoi collaboratori hanno condotto uno studio significativo sui topi, combinando quattro diverse terapie anti-invecchiamento: mTERT (un enzima che mantiene i telomeri), rapamicina, un farmaco senolitico non identificato e il trapianto di cellule staminali ematopoietiche. I risultati hanno mostrato un'estensione additiva della durata di vita superiore a quella di ogni singolo trattamento.

Questo rappresenta un progresso metodologico importante: dimostra che combinare diversi approcci può avere effetti sinergici. Tuttavia, anche i risultati più promettenti nei topi rimangono lontani dall'obiettivo dichiarato da de Grey di raddoppiare la durata della vita ("Robust Mouse Rejuvenation").

I Farmaci Senolitici: La Punta di Diamante

Tra tutte le categorie di intervento SENS, i farmaci senolitici - che eliminano selettivamente le cellule senescenti - sono quelli più avanzati. Questi composti stanno entrando in trial clinici e mostrano risultati iniziali incoraggianti nel migliorare la funzione fisica negli anziani. Il loro successo relativo deriva da due fattori: sono veri "riparatori" del danno (non solo rallentatori), e rappresentano opportunità di investimento per chi arriva per primo nel mercato.

Altri approcci SENS rimangono in fasi molto più preliminari. L'idea di utilizzare enzimi batterici per degradare rifiuti cellulari che il corpo umano non può smaltire, per esempio, è affascinante dal punto di vista teorico ma lontana dall'applicazione clinica.

Gli Ostacoli Principali: Perché il Prolungamento della Vita Rimane Così Difficile

1. La Complessità Biologica Sottovalutata

Il problema fondamentale è che l'invecchiamento è molto più complesso di quanto la classificazione in sette categorie suggerisca. Non sappiamo ancora quale contributo relativo ciascuna categoria di danno dia all'invecchiamento complessivo, né come queste interagiscano tra loro. È come cercare di riparare una macchina senza sapere quali pezzi siano più importanti e come influenzino gli altri.

Una revisione pubblicata su Biogerontology nel 2025 evidenzia come SENS e il framework alternativo degli "Hallmarks of Aging" rappresentino approcci filosoficamente diversi: SENS si concentra su interventi pratici, mentre gli Hallmarks cercano di identificare i meccanismi fondamentali. Entrambi gli approcci hanno lacune metodologiche e concettuali significative.

2. Il Problema dei Finanziamenti

Il settore della longevità rimane drammaticamente sottofinanziato rispetto alla sua potenziale rilevanza. Nel 2024, gli investimenti privati globali in tecnologie di longevità sono stati circa 7 miliardi di dollari, con gli Stati Uniti che rappresentano l'83% del totale e l'Europa appena il 10%.

Per contestualizzare: questo è una frazione minuscola rispetto ai finanziamenti per malattie specifiche come il cancro o l'Alzheimer. De Grey stesso ha stimato che servirebbero circa 250 milioni di dollari nell'arco di dieci anni per portare tutte le terapie SENS chiave in trial clinici - una somma irrisoria rispetto agli standard della ricerca medica, ma comunque un ordine di grandezza superiore al budget attuale della SENS Research Foundation (circa 5 milioni di dollari all'anno).

Il paradosso è lampante: i farmaci più promettenti come la rapamicina e la metformina sono già approvati e poco costosi, quindi non brevettabili. Le aziende farmaceutiche non hanno interesse a finanziare studi su composti che non possono monetizzare, lasciando la ricerca dipendente da finanziamenti pubblici o filantropici che rimangono scarsi.

3. Gli Ostacoli Regolatori

Le agenzie regolatorie come FDA ed EMA richiedono che i farmaci abbiano un'"indicazione" specifica - una malattia precisa da trattare. Ma l'invecchiamento non è classificato come malattia. Questo crea un circolo vizioso: per testare terapie anti-invecchiamento, i ricercatori devono dimostrarle efficaci contro malattie specifiche legate all'età, ma questo rende impossibile testare interventi che agiscano sui processi fondamentali dell'invecchiamento stesso.

Il trial TAME (Targeting Aging with Metformin), che cerca di testare se la metformina possa rallentare l'invecchiamento negli esseri umani, è rimasto bloccato per anni proprio a causa di questi ostacoli burocratici e della mancanza di fondi.

4. La Sfida dei Trial Clinici nell'Invecchiamento

Condurre trial clinici sull'invecchiamento presenta sfide uniche: non è pratico usare la durata della vita come endpoint primario, quindi servono biomarcatori affidabili dell'invecchiamento biologico. Ma quali? L'età epigenetica? I marcatori infiammatori? La funzione fisica? Non esiste consenso, e i biomarcatori disponibili potrebbero non riflettere realmente il processo di invecchiamento profondo.

Inoltre, la popolazione anziana è complessa: multimorbidità, fragilità, disabilità cognitive e vulnerabilità sociali interagiscono in modi difficili da controllare negli studi clinici. Reclutare e mantenere partecipanti anziani è notoriamente difficile, specialmente nelle popolazioni sottorappresentate.

5. Il Muro dell'Aspettativa di Vita

Una recente analisi ha concluso che l'aspettativa di vita ha sostanzialmente raggiunto un "muro" nei paesi sviluppati. Dopo enormi progressi nel XX secolo grazie al miglioramento della salute pubblica e all'eradicazione di malattie prevenibili, i progressi si sono drasticamente rallentati. Ulteriori guadagni significativi sarebbero "implausibili" a meno che i processi biologici dell'invecchiamento non possano essere marcatamente rallentati.

Questo suggerisce che stiamo avvicinandoci a un limite naturale della longevità umana che non può essere superato semplicemente migliorando gli stili di vita o curando malattie specifiche.

Le Linee di Ricerca Promettenti

Nonostante gli ostacoli, alcune aree mostrano progressi concreti:

Rapamicina e Terapie Combinate

La rapamicina, un immunosoppressore economico e già approvato, ha mostrato estensioni significative della durata della vita in animali di ogni tipo - dai pesci ai cani ai macachi rhesus. Ricercatori al Max Planck Institute hanno dimostrato che combinandola con il trametinib (normalmente usato contro il cancro), è possibile estendere la vita dei topi del 30%.

Riprogrammazione Cellulare Parziale

La tecnologia di riprogrammazione cellulare parziale potrebbe "reimpostare" l'età cellulare a livello epigenetico. De Grey e la sua nuova fondazione LEV (Longevity Escape Velocity) stanno pianificando studi che includono questa tecnologia nelle combinazioni di interventi.

Senolitici di Nuova Generazione

Aziende come Revel Pharmaceuticals stanno sviluppando enzimi per rompere i legami proteici che rendono la pelle anziana coriacea e le arterie rigide. Ogni successo in questi ambiti convalida l'intuizione centrale di de Grey: l'invecchiamento è ingegnerizzabile.

L'Intelligenza Artificiale come Acceleratore

L'emergere di predittori complessi di età e salute basati su AI permette finalmente di misurare accuratamente il processo di invecchiamento. Questo potrebbe accelerare drasticamente i tempi dei trial clinici fornendo endpoint surrogati validati.

Il Concetto di "Velocità di Fuga della Longevità": Fantascienza o Possibilità?

De Grey è famoso per il suo concetto di "longevity escape velocity" (velocità di fuga della longevità): il momento in cui il progresso medico accelera così rapidamente che per ogni anno che passa, la scienza ci restituisce più di un anno di vita rimanente. In sostanza, potremmo letteralmente "sfuggire" alla morte.

De Grey stima una probabilità del 50% che l'umanità raggiunga questa velocità di fuga entro 12-15 anni. È una previsione straordinariamente ottimista che contrasta fortemente con l'opinione della maggior parte dei gerontologi mainstream.

Il problema con questa visione non è tanto la scienza sottostante - che è legittima, anche se speculativa - quanto le tempistiche. De Grey ha sostenuto per oltre un decennio che le prime terapie potrebbero diventare disponibili "tra 15-20 anni," e questa timeline non è cambiata significativamente. Questo pattern solleva dubbi sulla calibrazione delle sue stime temporali.

L'Elefante nella Stanza: Disuguaglianza e Accesso

Una questione cruciale che raramente riceve l'attenzione che merita è: chi avrà accesso a queste terapie anti-invecchiamento?

La Situazione Attuale con i Farmaci Tradizionali

I dati attuali sono già allarmanti. Secondo ricerche del 2024-2025:

  • Circa il 24% degli adulti over-65 negli Stati Uniti riporta difficoltà nel permettersi i farmaci prescritti
  • Un anziano su cinque non assume i farmaci come prescritto a causa dei costi
  • Gli anziani con insicurezza alimentare hanno sei volte più probabilità di non prendere i farmaci rispetto ai loro pari
  • Molti anziani americani spendono oltre 1.000 dollari all'anno in farmaci, anche con Medicare

Uno studio ha stimato che, nel decennio fino al 2031, gli alti costi dei farmaci causeranno 1,1 milioni di morti premature tra gli anziani americani iscritti a Medicare e costi medici evitabili per 177,4 miliardi di dollari.

Le Terapie Anti-Invecchiamento: Un Privilegio per i Ricchi?

Se l'accesso ai farmaci tradizionali è già problematico, cosa accadrà con terapie anti-invecchiamento sofisticate e potenzialmente molto costose?

Andrew Scott, economista della longevità, esprime preoccupazione che se il denaro privato domina la ricerca sulla longevità, si rischia di dare priorità a trattamenti costosi che estendono la durata della vita per i ricchi. La ricerca finanziata pubblicamente sarebbe più propensa a concentrarsi sulla "compressione della morbidità" - aiutare le persone a vivere più a lungo in buona salute, piuttosto che semplicemente estendere la durata della vita.

Il mercato globale dell'anti-aging (che include principalmente prodotti cosmetici) era valutato 78 miliardi di dollari nel 2025 e dovrebbe crescere a 150 miliardi entro il 2035. Questo mercato è già fortemente stratificato per reddito: i trattamenti più sofisticati (laser, iniezioni, procedure cliniche) sono accessibili solo a chi può permetterseli.

Scenari Futuri

Possiamo immaginare diversi scenari:

Scenario pessimista: Le prime terapie di ringiovanimento efficaci saranno estremamente costose (centinaia di migliaia di dollari) e disponibili solo per l'élite economica. Questo potrebbe esacerbare drammaticamente le disuguaglianze esistenti, non solo in termini di ricchezza ma letteralmente di durata della vita. Una nuova classe di "immortali ricchi" potrebbe emergere, mentre la maggioranza della popolazione continua a invecchiare normalmente.

Scenario moderato: Come avvenuto con altre tecnologie mediche, i costi diminuirebbero nel tempo. Le prime terapie sarebbero costose, ma entro 10-20 anni dalla loro introduzione diventerebbero accessibili attraverso sistemi sanitari pubblici nei paesi sviluppati. Tuttavia, i paesi a basso e medio reddito rimarrebbero esclusi per decenni.

Scenario ottimista: Dato che molti dei farmaci più promettenti (rapamicina, metformina) sono già economici e fuori brevetto, le terapie anti-invecchiamento potrebbero essere sorprendentemente accessibili. La pressione politica per democratizzare l'accesso a terapie che prevengono malattie costose potrebbe incentivare i governi a renderle ampiamente disponibili.

Il Paradosso dell'Invecchiamento nei Paesi in Via di Sviluppo

Un aspetto spesso trascurato: l'invecchiamento non è più solo un "problema del primo mondo." Secondo l'OMS, entro il 2050 oltre due terzi della popolazione mondiale con più di 60 anni risiederà nei paesi a basso e medio reddito. Questi paesi affrontano la doppia sfida di crescenti richieste legate alle malattie croniche e disabilità, insieme a limitazioni sistemiche nelle infrastrutture di ricerca, formazione e finanziamenti.

Se le terapie anti-invecchiamento emergeranno, questi paesi potrebbero rimanere esclusi, creando una divergenza senza precedenti nelle traiettorie di vita tra popolazioni ricche e povere.

Conclusioni: Realismo Contro Visione

Dove ci lascia tutto questo? Il progetto SENS di Aubrey de Grey rappresenta un approccio audace e concettualmente coerente all'invecchiamento. L'intuizione centrale - che l'invecchiamento sia una serie di danni riparabili piuttosto che un processo inevitabile - è scientificamente difendibile e ha ispirato linee di ricerca legittime.

I progressi sono reali ma incrementali: i senolitici stanno entrando in trial clinici, combinazioni di terapie mostrano effetti additivi nei topi, la comprensione dei meccanismi di invecchiamento si approfondisce. Tuttavia, la distanza tra questi progressi e l'obiettivo dichiarato di "ringiovanimento robusto" rimane enorme.

Gli ostacoli sono formidabili: complessità biologica ancora poco compresa, finanziamenti inadeguati, barriere regolatorie, difficoltà dei trial clinici, e un apparente limite naturale dell'aspettativa di vita umana nei paesi sviluppati.

Le previsioni di de Grey - terapie disponibili entro il 2035 che potrebbero restituire a un sessantenne il fisico di un trentenne, velocità di fuga della longevità entro 12-15 anni - sembrano straordinariamente ottimistiche rispetto al consenso scientifico e ai progressi effettivi sul campo.

Eppure, la scienza ha l'abitudine di sorprenderci. Sviluppi imprevedibili - una nuova tecnologia di editing genetico, una scoperta inaspettata sui meccanismi di invecchiamento, un breakthrough nell'intelligenza artificiale applicata alla biologia - potrebbero accelerare drasticamente i progressi. Non possiamo escludere che qualche svolta rivoluzionaria cambi completamente il panorama.

Ciò che sembra certo è che eventuali terapie anti-invecchiamento efficaci emergeranno in un mondo già profondamente diseguale. Senza una pianificazione deliberata per garantire l'accesso equo, rischiano di diventare l'ennesimo privilegio riservato ai ricchi, ampliando il divario non solo tra individui benestanti e poveri, ma letteralmente tra chi può permettersi più anni di vita sana e chi no.

La domanda quindi non è solo "possiamo sconfiggere l'invecchiamento?" ma anche "chi potrà permetterselo, e cosa significherà per la società?"

Nel frattempo, per la persona comune nel 2025, le strategie più efficaci per un invecchiamento sano rimangono quelle tradizionali e accessibili: dieta equilibrata, esercizio fisico regolare, sonno adeguato, connessioni sociali, gestione dello stress. Meno glamour della promessa di ringiovanimento, ma con evidenze solide di efficacia.

Il futuro della longevità umana rimane, come sempre, incerto - sospeso tra la prudente cautela della scienza mainstream e l'audace ottimismo dei visionari come de Grey.
Epicuro.net /Claude.ai